La glicemia è il valore della concentrazione del glucosio nel sangue e distingue il metabolismo degli zuccheri nell’organismo. Tali valori hanno un range considerato normale per mantenere la salute e prevenire l’insorgenza di patologie come il diabete. I valori di riferimento per la glicemia a digiuno sono generalmente compresi tra 70 e 99 mg/dl.
Ma, a mano a mano che l’età avanza, aumenta il rischio di alterazioni metaboliche della glicemia. A 40 e a 50 anni i valori della glicemia nel sangue devono essere compresi sempre nel range 70 e 99 mg/dl per essere considerati normali. E’ importante sottolineare che un’alterazione isolata della glicemia non indica necessariamente diabete.
Per la diagnosi del diabete devono verificarsi anche altri sintomi e le misurazioni del valore alterato della glicemia devono presentarsi ripetute nel tempo. Un altro parametro da tenere conto è l’emoglobina glicata che fornisce una stima della media dei livelli di glicemia negli ultimi tre mesi e che deve essere inferiore al 6% per essere considerata normale.
Quali sono i valori corretti per la glicemia a 40 e 50 anni
I valori corretti per la glicemia a 40 e 50 anni devono essere compresi nel range 70-99 mg/dl, sia per gli uomini che per le donne, salvo differenti indicazioni mediche. Infatti, il risultato di una glicemia a digiuno superiore a 126 mg/dl in almeno due misurazioni è uno dei fattori fondamentali per la diagnosi di diabete.
Anche una glicemia superiore o uguale a 200 mg/dl due ore dopo l’assunzione di glucosio è una spia per la diagnosi di diabete, oltre a un risultato di emoglobina glicata uguale o superiore al 6,5%. Ma oltre al diabete, vi è un’altra condizione medica in cui i valori della glicemia risultano alterati ed è il pre-diabete, una condizione che può essere reversibile.
Il pre-diabete è una fase intermedia, caratterizzata da valori di glicemia a digiuno compresi tra 100 e 125 mg/dl e un’emoglobina glicata compresa tra il 6& e il 6,49%. Se il pre-diabete è diagnostica tempestivamente, con i giusti accorgimenti, si può intervenire prima che la condizione sfoci in un diabete conclamato che è crenico e non più reversibile.
I fattori di rischio
Numerosi fattori influenzano i livelli di regolazione della glicemia nel sangue. Tra questi annoveriamo il tipo di dieta alimentare, lo stile di vita, se attivo o sedentario, il sovrappeso, la predisposizione genetica e la concomitanza di patologie come l’ipertensione e le dislipidemie. Gli zuccheri semplici e gli alimenti ad alto indice glicemico favoriscono l’innalzamento della glicemia.
A lungo andare, ciò può favorire la comparsa di insulino-resistenza. Ma anche l’attività fisica gioca un ruolo importante. La sedentarietà influisce in modo negativo sul metabolismo del glucosio e sulla sensibilità all’insulina da parte dell’organismo. Anche l’eccessivo peso corporeo, soprattutto a livello addominale, e stati di obesità favoriscono l’insorgenza dell’iperglicemia.
Se dunque tutti o quasi questi fattori caratterizzano lo stato di salute e lo stile di vita di una persona, conviene sottoporsi a controlli regolari e costanti dei valori della glicemia e dell’emoglobina glicata, in particolar modo dopo i 40 anni o in presenza di famigliarità per diabete, in modo da avere un quadro complessivo e agire in modo correttivo.
Glicemia e prevenzione
Alla luce di tutti questi fattori di predisposizione verso il diabete è importante conoscere le conseguenze sull’avere una glicemia alta e come fare per prevenirla. In particolare, le persone con età compresa tra i 40 e i 50 anni devono attuare strategie preventive, considerato che i livelli di glicemia nel sangue tendono ad aumentare con l’avanzare dell’età.
Ciò significa adottare cambiamenti nello stile di vita. Prediligere un’alimentazione sana ed equilibrata è il primo passo in questo senso, consumando cereali integrali, frutta, verdura, legumi e riducendo il consumo degli zuccheri e dei grassi saturi. L’attività fisica regolare influenza il metabolismo del glucosio. anche solo camminare per 30 minuti al giorno riduce i livelli di glicemia.
Mantenere il normopeso è una strategia vincente. diminuendo il grasso viscerale, migliora la risposta insulinica e diminuisce il rischio di sviluppare diabete di tipo 2. Eliminare il consumo di bevande zuccherate, mantenere un regolare ciclo sonno-veglia e gestire efficacemente lo stress sono tutte migliorie per i livelli di glicemia nel sangue.
Per concludere
In conclusione, i valori della glicemia nel sangue considerati normali e corretti a 40 e a 50 anni non sono diversi da quelli delle altre fasce di età e devono essere compresi nel range 70-99 mg/dl a digiuno. Occorre però fare attenzione al fatto che con l’avanzare dell’età aumentano i rischi di alterazioni metaboliche, soprattutto per le persone a rischio.
Per prevenire l’iperglicemia e lo sviluppo di malattie metaboliche croniche come il diabete occorre sottoporsi a controlli regolari e adottare uno stile di vita sano che includa un’alimentazione equilibrata, un’attività fisica regolare e costante, anche a bassa intensità, il mantenimento del normo peso corporeo e un’efficace gestione dello stress nella vita di tutti i giorni.