Metodo cinese per irrigare le piante grasse: ecco cosa fare

Fra i consigli di stile e arredamento sempre più dati dagli interior designer ci sono quelli di posizionare in casa delle piante. Queste donano un tocco di natura e di green che non guasta mai in qualsiasi ambiente, ma che lo rende anche elegante e sofisticato, soprattutto se è minimal.

Esistono alcune piante da interni che possono esplicare alcune proprietà molto importanti: possono ad esempio depurare e migliorare l’aria che si respira, assorbire cattivi odori, sostanze pericolose, come la formaldeide, e persino l’umidità (prevenendo dunque anche la formazione della muffa e funzionando come deumidificatori naturali, economici e sostenibili per l’ambiente).

Ci sono piante che necessitano di molta manutenzione e cura ed altre invece ideali anche per chi non ha propriamente il pollice verde. Un esempio possono essere le piante grasse, molto belle e scenografiche da vedere ma che non hanno bisogno di molte cure. Per irrigarle, fra l’altro, si può usare il famoso metodo cinese. Ecco in cosa consiste.

Le più famose piante grasse da interno

Prima di scoprire in cosa consiste il famoso metodo cinese per irrigare le piante grasse, può essere interessante passare in rassegna alcuni dei più bei esemplari da tenere in casa. Renderanno l’appartamento più elegante e sofisticato, donando un tocco di green che non guasta mai, in una casa moderna ma anche in una rustica.

Senza dubbio una delle più famose piante grasse è l’aloe vera: è facile da curare e il gel contenuto nelle sue foglie ha proprietà lenitive contro le scottature. Poi c’è la Sansevieria (anche conosciuta come lingua di suocera), con foglie verticali e appuntite. Riesce a vivere dove c’è poca illuminazione e purifica l’aria, assorbendo l’umidità.

L’albero di giada (o crassula ovata) è un’altra bella pianta grassa che necessita di poche cure ma sopravvive dove c’è tanta luce o luce almeno media. Richiede poca acqua come pure la Gasteria, che ha foglie spesse e dotato di striature e macchie bianche. Vive in condizioni di luce indiretta ma resiste alla siccità.

I migliori consigli per curare le piante grasse

Quelle viste prima sono solo alcune delle piante grasse più belle da tenere nel proprio appartamento. In linea di massima sono tutte facili da curare, ma è bene seguire alcune regole generali per farle prosperare e sopravvivere sempre rigogliose e belle da vedere. Rispetto ad altre piante non necessitano di tanta manutenzione ma è opportuno ricordarsi di fare queste cose.

Prima di tutto ci sono alcune che possono sopravvivere in condizioni di scarsa luminosità ma la maggior parte devono avere tanta luce e stare in ambienti con una temperatura di circa 18-20°C. Poi bisogna stare attenti a non esporle in zone soggette a molti colpi di aria fredda e, allo stesso tempo, lontane da luoghi molto caldi.

Ad esempio meglio evitare di posizionarle vicino alle stufe, ai fornelli, ai termosifoni, ai caminetti o ad altre fonti di calore diretto. D’estate bisognerà poi abituare le piante gradualmente al sole, magari posizionandole in balcone qualche volta ma innaffiandole sempre con maggiore frequenza, viste appunto le temperature più elevate che ci sono in tale stagione.

Quando e come irrigare le piante grasse

Per irrigare le piante grasse vale lo stesso consiglio che si da quando si devono annaffiare le altre piante: evitare i fenomeni di ristagno d’acqua. Ciò significa che non bisogna mai esagerare con l’acqua, altrimenti le radici potrebbero marcire e le piante morire. Inoltre, non bisognerebbe stare ad annaffiare le piante tutti i giorni.

Non c’è una routine fissa da seguire ma bisognerà valutare il tipo di pianta grassa, il clima, la stagione, la dimensione del vaso ed osservare proprio visivamente la pianta perché si capisce quando ha bisogno di acqua. Usando un bastoncino nel terreno si potrà verificare se questo è totalmente asciutto.

In tal caso bisognerà dare acqua alle piante grasse. Se il bastoncino invece è ancora umido, bisognerà attendere prima di irrigarle perché appunto si può incorrere in ristagni di acqua molto pericolosi. Inoltre, bisogna ricordarsi che in primavera, le temperature aumentano e dunque sarà giusto annaffiare le piante grasse ogni 7-10 giorni. In estate al mattino o di sera mentre di inverno o autunno bisognerà regolarsi in base al clima.

In cosa consiste il metodo cinese per irrigare le piante

Detto questo, per irrigare le piante seguendo il metodo cinese basterà usare acqua a temperatura ambiente, né troppo fredda né troppo calda, in modo da evitare lo shock termico delle radici. Si chiama così perché in Cina l’acqua viene tenuta per diverse ore nell’annaffiatoio prima di darla alle piante grasse.

In questo modo il sodio nell’acqua verrà disperso e non danneggerà le proprie piante. Meglio dare l’acqua al mattino presto o anche entro il tramonto, evitando le ore più calde in cui potrebbe evaporare. Inoltre può essere utile proteggere le radici delle piante mettendo della ghiaia nel terreno per evitare ulteriormente l’evaporazione. Con questi utili consiglio le proprie piante grasse vivranno a lungo e rigogliose.

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