Le foglie delle piante sono quasi sempre indiscutibilmente e naturalmente verdi, quindi una condizione cromatica diversa può causare una forma di “allarme” che porta la pianta stessa a presenzare un disturbo o una anomalia che non è sempre facile da individuare soprattutto per chi non è un esperto assoluto di piante.
L’ingiallimento delle foglie delle piante non va preso eccessivamente sottogamba, specialmente quando questo particolare e conosciuto fenomeno va ad influenzare numerose parti della stessa, sintomo vero e proprio di un disturbo in atto che può essere anche il preludio di alcuni problemi più difficili poi da affrontare da parte nostra.
Si tratta infatti di un disturbo che però ha anche la natura di sintomo, in qualche modo sovrapponibile ad un sintomo di una malattia che può evidenziare e quindi rendere evidente qualcosa. Naturalmente le piante sono diversissime per abitudini, conformazioni e fabbisogno, però l’ingiallimento ha cause relativamente comuni tra di loro. Quali sono e cosa fare?
Le foglie, perchè sono verdi?
Il verde delle foglie è dovuto ad una massiccia presenza di clorofilla, che è un elemento che è contraddistinto proprio da un colore verde e che da la tinta alle foglie ma anche a strutture come le fronde, di quasi ogni pianta riconosciuta come tale. Questo elemento è fondamentale per la crescita di queste forme di vita.
Attraverso le foglie e la clorofilla infatti le piante attivano la fotosintesi clorofiliana, un processo che porta la pianta a recuperare nutrienti dai raggi solari ed attuare quindi tutti i meccanismi che garantiscono la loro sopravvivenza, oltre a quella di numerose altre specie come anche quella umana, che non può fare a meno delle piante per sopravvivere.
Lo “scambio” tra mammiferi, inclusi gli esseri umani, e le piante è conosciuto quanto fondamentale, le piante infatti trasformano l’anidride carbonica in ossigeno, garantendo ad innumerevoli tipi di forme di vita la sopravvivenza. Quando si parla di piante che spariscono, questo va ad impattare anche sul pianeta, soprattutto per questo motivo.
Ingiallimento naturale
Le foglie diventano gialle principalmente per una questione legata al loro ciclo di vita, eccezion fatta per quelle sempreverdi che non attuano alcuna forma di mutazione dei propri organi (le foglie sono infatti, organi per le piante), che porta ad un ricambio proprio delle foglie, in prossimità di stagioni più rigide come l’autunno.
In questo caso l’ingiallimento è la prima fase e poi le foglie diventano riconoscibilmente più scure, fino a seccarsi, staccarsi dal fusto e cadere, per essere poi sostituite durante il periodo di tempo che determina l’inverno e l’inizio della primavera. E’ il caso, ovviamente di quasi tutti gli alberi, ma anche di numerose altre piante.
L’ingiallimento naturale è facile da identificare, se questo avviene senza altre trasformazioni della pianta, e se si presenta in contesti giusti quindi a ridosso dell’autunno, è quindi assolutamente normale. Le condizioni però possono cambiare se l’ingiallimento si presenta in altri modi specifici, come vedremo tra poco, trattando di un ingiallimento innaturale.
Ingiallimento innaturale
Nella maggior parte dei casi l’ingiallimento è causato ad una mancanza di nutrienti, quindi principalmente l’acqua ma anche eventuali tipologie di minerali ed altri apporti nutritivi, costituiti ed integrati attraverso varie forme di concime. Parlando di irrigazione anche una quantità eccessiva oltre che insufficiente è una costante comune per parecchie piante.
Naturalmente bisogna valutare l’esposizione solare, se questa è corretta, l’ingiallimento è percepibile specialmente, in questo caso, se risulta essere palese sulle foglie che non presentano una buona presenza di raggi solari; altra causa comune è lo stress ambientale e di temperatura, ad esempio se una pianta viene spostata in un contesto molto diverso da quello originale.
L’ingiallimento innaturale è quindi evidenza di un problema, che può essere causato da una riduzione delle difese immunitarie, ad esempio una competizione di nutrienti, se nella stessa area sono presenti altre specie, ma anche malattie e parassiti. Conviene controllare il terreno, ma anche il fusto e le foglie per valutare ogni forma di condizione possibile.
Altre cause
Tra le altre cause meno comuni ma non meno da controllare vi è una differenziazione nel Ph, ovvero lo stato di acidità della pianta stessa che può cambiare a seconda del tipo di concimazione, e di cura che viene effettuata o che non viene palesata. In questo caso è obbligatorio una verifica con uno strumento adeguato da inserire nel terreno.
Un terreno troppo compatto, specialmente per le piante da vaso, può portare il problema dell’eccessiva irrigazione ad essere meno evidente, quindi questo se presenta una condizione poco drenante, può causare uno smaltimento non sufficiente dell’umidità in eccesso. Può essere necessario un rinvaso, con una conseguente aggiunta di sostanze drenanti come sabbia o torba.